28.06.2019

Come Affrontare la sfida dell’e-commerce (e vincerla)

Compriamo sempre più online.

In un universo così vasto come quello dell’e-commerce, popolato da innumerevoli player di mercato, sono almeno due gli aspetti in cui è vitale distinguersi per diventare un punto di riferimento nel settore: conoscenza e strategia.

Questo articolo si rivolge a:

  • Chi è interessato ad avviare un’attività di e-commerce.

  • Chi ha già un’attività di e-commerce, ma non è soddisfatto o si vede sorpassare dai competitors.

Prima, prepariamoci un po’

Oggi l’e-commerce non è più un fenomeno momentaneo o una moda passeggera ma è divenuto un vero e proprio mercato strategico in cui innumerevoli player si confrontano quotidianamente e talvolta vi riversano interamente il proprio target di vendita.

Il report “Rapporto E-commerce in Italia” (qui il documento integrale, scaricabile gratuitamente) che la Casaleggio Associati pubblica ogni anno, riporta dati decisamente interessanti.

Lo scorso anno il 40% della popolazione mondiale ha effettuato almeno un acquisto online.
Il valore dell’e-commerce al dettaglio nel mondo, per il 2018, è stimato in 2.875 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto all’anno precedente e pari all’11% del totale del valore delle vendite retail.

Il valore del fatturato e-commerce in Italia nel 2018 è stimato in 41,5 miliardi di euro, con una crescita del 18% sul 2017.
I consumatori online sono circa 38 milioni, ovvero il 62% della popolazione e si prevede che entro il 2023 raggiungeranno quota 41 milioni. In Italia lo smartphone viene utilizzato dagli shopper online molto di più che nel resto d’Europa.

Tra piattaforme, marketplaces, crowdfunding e community è sempre più difficile riuscire a ritagliarsi un proprio segmento o meglio ancora riuscire a diventare un punto di riferimento nel settore.

Per sopravvivere nella giungla dell’e-commerce sono almeno due gli aspetti di cui è vitale tenere conto: una buona strategia ed una piattaforma capace di supportarla adeguatamente.

Dato il numero di player e la vastità dei settori merceologici interessati dall’ecommerce è impossibile definire delle regole generali e valide universalmente.
Ogni business va affrontato specificatamente per quelli che sono i suoi prodotti, i target, gli aspetti logistici, i competitor, il territorio ed ovviamente il budget 😊

Ecco perché entrare nel mondo dell’ecommerce non può riassumersi semplicemente in un sito o in un profilo merchant in qualche marketplace (come Amazon) ma deve essere necessario avvalersi della consulenza di uno specialista che possa guidare e consigliare gli strumenti e le soluzioni migliori per massimizzare l’investimento.

Anche la parte software ha evidentemente un’importanza decisiva.

Piattaforme online come Shopify, sistemi open source come PrestaShop, plugin WooCommerce di WordPress, portali come Amazon ed eBay sono tutte soluzioni ampiamente praticate perché permettono di creare velocemente un e-commerce e iniziare a vendere senza particolari conoscenze tecniche.
Ognuna di queste soluzioni potrebbe risultare idonee alla propria attività, ma solo in un primo momento.

Le scarse prestazioni in termini di velocità contribuiranno nel tempo a penalizzare la nostra presenza nelle SERP, più si cercherà di allargare il proprio catalogo prodotti e più andremo a diminuire l’efficienza del sito, nuovi aggiornamenti del tema o dei plugin di queste piattaforme potrebbero danneggiare le personalizzazioni apportate al sito, ecc.

Per differenziarsi dalla concorrenza ed evitare la “guerra dei prezzi al ribasso” occorre quindi costruire un prodotto originale efficiente e performante grazie a:

  • Un CMS realizzato su misura.

  • Funzionalità create per il tipo di prodotto ed effettivamente tutte sensate e ben sfruttate.

  • Scelta di canali di marketing adatti alla propria strategia di business.

  • Capacità di monitorare la performance in completa autonomia e cambiare la strategia di vendita in base al monitoraggio.

Questo consente, per esempio, di realizzare cataloghi complessi, collegare l’e-commerce a un gestionale esistente, oppure diversificare il catalogo e la clientela secondo specifici parametri.
In altre parole: essere il padrone della propria attività di e-commerce.

Vi pare poco?

Riccardo Piccioni

 

 

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