22.01.2019

La traduzione come mezzo di trasferimento di valore da una lingua all'altra e da un “codice” all'altro

Tradurre significa “trasferire in una lingua diversa dall’originale un testo”.

Il termine “trasferire” è perfettamente idoneo per rendere un concetto che spesso sfugge dalla valutazione generale quando si commissiona una traduzione. Vediamo perché. 


Se ho necessità di tradurre un testo in una lingua che non sia l’italiano, la prima domanda che mi devo porre non è mi rivolgo a chi conosce la lingua di destino.
Conoscere una lingua straniera non significa automaticamente sapersi far comprendere; posso conoscere perfettamente la grammatica ma non riuscire a far capire il concetto che voglio esprimere al mio interlocutore.

Una traduzione si può dire ben fatta quando la grammatica è corretta e la resa del contenuto riesce a raggiungere in maniera efficace il destinatario. 
Facciamo alcuni esempi. 

Se dobbiamo tradurre un testo legale, il traduttore a cui ci rivolgiamo non solo deve conoscere bene la lingua di destino, ma dovrà avere una esperienza comprovata nel campo; il cosiddetto “legalese” non è solo la traduzione corretta di un termine, e qui vi sono vari strumenti che possono supportare il traduttore; ci vuole anche una competenza maturata nel corso dell’attività che consenta al traduttore di muoversi con dimestichezza  anche nelle espressioni che non sempre trovano corrispondenza nei supporti alla traduzione ma che vengono comunemente utilizzati appunto in gergo.
Per essere ancora più espliciti, chi ha esperienza nella traduzione di testi tecnici o scientifici difficilmente potrà operare una traduzione corretta ed efficace in ambito legale. 
Questo concetto vale anche per altri ambiti quali traduzioni tecniche (manuali, capitolati di fornitura, schede tecniche, ….) piuttosto che medico/scientifiche dove la terminologia è estremamente specifica e richiede una esperienza dedicata che non si improvvisa solo con il supporto di un dizionario. 

Per quanto riguarda invece la comunicazione internazionale? Come mi comporto di fronte ad un cliente che mi richiede di tradurre, ad esempio, un sito web? 


Intanto dobbiamo comprendere quale sia l’obiettivo ultimo del cliente. 
L’esigenza della traduzione è per avere un biglietto da visita fruibile ma il reale obiettivo non è comunque un mercato estero?
In questo caso possiamo operare una traduzione corretta del sito, trasferendo i contenuti ad esempio in inglese, pur mantenendo la stessa struttura e aspetto del sito italiano. 

Se invece l’obiettivo del cliente è di vendere un proprio servizio/prodotto in uno o più mercati esteri, siamo di fronte ad un processo di localizzazione, ossia del processo di adattamento alle preferenze linguistiche e culturali della popolazione locale a cui il nostro cliente vuole rivolgersi. Siamo di fronte ad un “mercato globale” ma è anche vero che ad esso non corrisponde necessariamente un “cliente globale”.

Se proviamo ad esempio a parlare ad un francese di computer/laptop, sicuramente ci capirà perché è una terminologia utilizzata ma se vogliamo vendere computer o servizi correlati sul mercato francese, quindi indicizzare in maniera ottimale il nostro sito e mirare ad un utente medio cercando di inserirci al meglio nelle sue abitudini di ricerca sul web, siamo proprio sicuri che non sia meglio utilizzare l termine francese ordinateur/ordinateur portable? Pensiamoci….

La necessità di presentare/vendere un prodotto/servizio in uno o più mercati target richiede quindi non solo una buona traduzione ma anche la comprensione della cultura di arrivo quindi l’ottimizzazione del testo/contenuto alla cultura linguistica del mercato target a cui desideriamo rivolgerci.


Parlando di traduzione/comunicazione è evidente che a seconda del tipo di mezzo, media, supporto usato dobbiamo adattarci al canale/stile/linguaggio individuato
    • Uno slogan di una campagna pubblicitaria On/Off line
    • Il testo di un catalogo
    • Il libretto di istruzioni di un prodotto o un certificato di qualità
    • Il post di un blog
    • I testo istituzionale di un sito web o di un video aziendale
    • La conversazione in un social network
    • Un comunicato stampa
    • Ecc.

Per ognuna delle precedenti opzioni e per le infinite combinazioni di necessità di comunicazione del mondo del marketing va individuato l’approccio più adeguato di trasposizione da una lingua all’altra e da un codice all’altro, ad esempio:


    • Mantenendo il più possibile il senso della creatività
    • Tenendo conto dei caratteri disponibili per una campagna social e/o digitale
    • Rispettando l’uso dei termini tecnici più pertinenti
    • Cercando di privilegiare l’uso di termini e sinonimi il più vantaggiosi possibile in ottica indicizzazione sui motori di ricerca
    • Mantenendo i tempi e il ritmo dei contenuti multimediali
    • Calandosi il più possibile nella mentalità e nei modi di dire
    • Capendo l’inclinazione e le tradizioni di quella particolare fetta di mondo e dei rispettivi interlocutori
    • Ecc

Tutto ciò al netto anche di software di traduzione istantanea sempre più performanti e precisi ma ancora molto lontani dalla capacità umana (forse esclusiva?) di creare e mantenere valore nel corretto trasferimento di informazioni nell’azione di traduzione professionale.

Il processo di traduzione/localizzazione in ambito di comunicazione riguarda quindi non solo aspetti interculturali, ma rimanda anche alla specializzazione linguistica/terminologica di cui abbiamo accennato sopra. 

Infatti, un nostro cliente può vendere abbigliamento, macchinari piuttosto che servizi. Ognuno di questi segmenti necessiterà di un linguaggio appropriato, di una terminologia specifica nonché di un contesto corretto e comprensibile, immediato ed efficace, capace di creare con il nostro interlocutore estero. 

Non ultimo, la sensibilità del traduttore che dovrebbe essere in due direzioni: comprendere gli obiettivi ultimi del proprio cliente e conoscere e adattare questi obiettivi al mercato target a cui il servizio di traduzione vuole rivolgersi. 

Tutto questo è ciò che intendiamo per tradurre. 

Laura Zanerini

 

 

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